Fondo Manoscritti
Il fondo manoscritti di alto interesse storico e culturale, costituisce un ricco patrimonio di memorie, di documenti inediti e di cimeli del quale l’Istituto è orgoglioso e geloso custode.
Il fondo è stato censito per la prima volta da Benedetto Ronchi, direttore della biblioteca dal 1954 al 1978 e successivamente inventariato dalla Soprintendenza per i beni archivistico librari della Puglia nel 2002 che ha provveduto ad integrare nell’inventario i pezzi che si sono aggiunti nel corso degli anni, con particolare riferimento alle deliberazioni podestarili, giuntarili e consiliari della città di Trani. Esso comprende 48 complessi archivistici per un totale di 386 unità archivistiche. Il Fondo è fruibile attraverso il catalogo dei Manoscritti di Ronchi del 1978, l’inventario della Soprintendenza del 2002 a cui bisogna aggiungere un database excel realizzato nel 2010.
Sono degni di menzione:
- il "Libro Rosso di Trani" del sec. XVI, nel quale sono trascritti i privilegi e le concessioni ottenute dalla città nei secoli XII-XV
- gli "Zibaldoni" di Filippo Festa e Vincenzo Manfredi del sec. XVIII;
- l'album della contessa Ida Greca del Carretto, vedova Fusco, contenenti preziosi autografi di scrittori, letterati ed uomini politici italiani e stranieri del sec. XIX (vi figurano tra l'altro quelli di V. Hugo, di A. Panizzi, di E. De Amicis, di G. Mazzini, di L. Settembrini, di M. d'Azeglio, di E. Zola, di F. De Sanctis, ecc.);
- i protocolli dei notai traesi Pellegrino Braico del 1561 e Gerolamo de Donato per gli anni 1563-1603;
- gli atti del consiglio dell'Università di Barletta degli anni 1512-13, 1533-37, 1539-40 e 1569;
- le centotrentasette lettere inedite di Raffaele De Cesare dirette al Beltrani che meriterebbero di essere pubblicate per una più compiuta conoscenza della figura e dell'opera dello scrittore e parlamentare pugliese;
- le trecentosettantacinque lettere dirette al Beltrani da eminenti personalità del mondo culturale e politico nazionale del secolo scorso e dell'inizio del presente (tra le quali quelle di M. Amari, G. Bovio, M. D'Ayala, G. Fortunato, N.F. Faraglia, F. Gregorovius, A. Calandra, F. Scopis e S. Spaventa);
- la corrispondenza tra Bertrando e Silvio Spaventa e Angelo Camillo De Meis.
Alcune sezioni del fondo sono fruibili attraverso il catalogo “manus on line” e le stesse sono consultabili, in quanto interamente digitalizzate, accedendo alle collezioni digitali del sito www.internetculturale.it



