Secondo incontro del ciclo DI MURI, DI MORTI E DI ALTRE SCIOCCHEZZE

 Secondo incontro del ciclo DI MURI, DI MORTI E DI ALTRE SCIOCCHEZZE

Domenica 15 dicembre 2019, ore 17.30
Continua il ciclo di incontri DI MURI, DI MORTI E DI ALTRE SCIOCCHEZZE organizzato dall’Assessorato alle Culture insieme alla Rete Interculturale cittadina e giunge al suo secondo appuntamento dedicato, simbolicamente, a quel muro che tutti conosciamo come Muro del Messico pur essendo un muro degli Stati Uniti.

La lectio di questo appuntamento è affidata ad Alfredo Luis Somoza, giornalista e scrittore. Nato a Buenos Aires, durante la dittatura militare dirige la rivista clandestina di controinformazione culturale Viramundo e per questo motivo viene perseguitato dal regime. Dal 1983 comincia la sua carriera come giornalista radiofonico a Radio Popolare di Milano e ha collaborato, in qualità di esperto di politica internazionale, con Radio Vaticana, Radio Blusat, Radio Svizzera Italiana, Radio Lombardia, Radio Capodistria, Circuito Marconi, Radio Universidad (La Plata), Radio Diez (Buenos Aires). Ha rappresentato il movimento del turismo sostenibile nel Social Forum Mondiale di Porto Alegre e svolge docenze in master e corsi universitari. Dal 2003 è Presidente dell'Istituto di Cooperazione Economica Internazionale (ICEI) di Milano.

Il film documentario Muri mette a confronto due situazioni in cui odio, guerra, separazione, paura del vicino, del simile diverso, producono muri, luoghi, in forma di ponte, di tutte le forme, per mettere al sicuro alcuni pezzi di umanità. Perché chi è costretto a lasciare la propria casa, simile ormai alla bocca di uno squalo che divora chi ci vive, viene considerato un criminale? Perché disumanizzare chi scappa per sopravvivere? Al confine tra Messico e Stati Uniti una donna messicana non è riuscita ad attraversare il confine, ma ci riproverà “Questo è il mio destino e se mi tocca morire, così sarà”. Casa sua ha divorato già la sua famiglia, lei deve “attraversare”. A Mitrovica il ponte sul fiume Ibar divide il sud città in cui vivono gli albanesi dal nord città in cui vivono i serbi. Prima del 1999 i due gruppi convivevano. Poi la guerra, e il ponte a dividere la gente. Passare il ponte è rischioso, stare nella parte sbagliata della città è pericoloso “anche per i morti”. Eppure, come dice il vecchio albanese lontano dalla sua casa che si trova nella parte serba della città, “il sole qua non scalda come a casa mia”.