Presentazione del libro L'OMBRA DEL PASSATO di Enza Piccolo

locandina presentazione libro di E. Piccolo

Martedì 7 novembre 2017, ore 18.00
Sarà presentato il libro di Enza Piccolo dal titolo L'OMBRA DEL PASSATO (ed. Rotas, 2017). La prof.ssa Grazia Distaso dell’Università degli Studi di Bari, dialogherà con l'Autrice. L'evento rientra nella programmazione dell'Assessorato alle Culture del Comune di Trani ed è organizzato in collaborazione delle Associazioni Il Raggio Verde, Università della Terza età di Trani e Traninostra.

L'Autrice
Laureata in lettere e in psicologia, Enza Piccolo vive a Trani. Dopo l’insegnamento si è dedicata alla scrittura pubblicando testi teatrali, racconti e romanzi, accomunati da un filo conduttore: la critica del presente e la tensione verso il superamento di pratiche di assoggettamento che favoriscono una servitù volontaria a chi detiene il potere. Da qui la necessità di un gesto di rivolta e di liberazione per dare un senso alla propria esistenza. Il suo sguardo è rivolto all’attualità che affonda le sue radici nel passato. Dopo Eleonora Fonseca Pimentel ha ripercorso la vita di molte donne del Novecento, in grado di compiere una rottura col passato per generare nuovi pensieri e nuovi modi di stare al mondo. Ha pubblicato con Manni Lecce, Dopo il buio, 2003 (che comprende tre racconti tra cui Il trasloco interpretato a Barletta da Pamela Villoresi); con Bonanno Acireale-Roma, Il viaggio di Chiara, 2004; con il Raggio Verde Lecce, Bloomsbury, 2006; Le nuvole non sempre le puoi guardare, 2007; Con Lydia, 2009; Eleonora Fonseca Pimentel - Martire per la Libertà, 2009 (da cui è stato tratto lo spettacolo teatrale Lenòr); 4 Donne e la Storia, 2011 (da cui è stato tratto lo spettacolo teatrale I volti dell’amore rappresentato a Roma al Festival della Creatività); Sconfinamenti, 2016. Con l’Editrice Rotas Barletta ha pubblicato: Cassandra, 1994; Sibille contro la guerra, 2005; Donne del Novecento, 2013; La partenza, 2014, presentato al Salone Internazionale del Libro di Torino; L'ombra del passato, 2017.

Il libro
Lo spunto da cui nasce questo libro è l’incidente avvenuto il 12 luglio 2016 lungo la linea ferroviaria Andria-Corato, ma riguarda la vita di Sonia, la protagonista del romanzo, che è sempre narrazione di un’infelicità. Dopo tredici anni spesi in un orfanotrofio, conosce sua madre che subì un abuso da parte del padrone, avvezzo a sfogare i suoi bisogni sessuali all’interno delle mura domestiche. La condizione ideale per la sopraffazione maschile è sempre stata l’inferiorità sociale: i figli dei ricchi hanno sempre considerato le serve una proprietà di cui disporre a proprio piacimento. La storia di Sonia è il perfetto esempio di quel che viene definito un passato non passa mai. Cresciuta nel solco dell’abbandono, ritrova suo padre, un fascista pervaso dal mito della violenza e incapace di vivere in un’epoca senza medaglie, senza eroi e senza cause per cui credere e combattere. Dopo alcuni anni le lascia non una ferita narcisistica ma una spaccatura che la attraversa dalla testa ai piedi. La voragine si richiude quando incontra Paolo dal quale ha una figlia, Viviana, della cui felicità si sente responsabile. A contatto con la realtà i desideri, come corna di lumaca, spesso si ritraggono fino a non spuntare più. Sonia, invece, è esuberante, tenace e determinata, perciò è riuscita a rinascere dopo varie vicende raccapriccianti. Ogni sconfitta è l’occasione per una rivincita al fine di contrastare il caos e il disordine della sua vita. Quando Viviana abbandona il giardino materno dell’Eden la nube della sofferenza avvolge Sonia, esposta alla mercé della sorte, al vento dei sogni e delle frustrazioni, cosparsa di ferite, scuoiata, catapultata nel vuoto se si spezza la corda che da venti anni la tiene legata a Paolo. Quando si accorge che la felicità sta per disintegrarsi, sente crescere in lei la fede non in Dio, ma nel futuro. Forse lei e Viviana si ritroveranno e si parleranno da donna a donna. Forse. Per adesso sa che ogni amore è esposto alla distruzione e che sotto una crosta di pace può nascondersi tanta violenza. L’orrore costituisce l’ordinario. La vita è crudele, riceviamo poco, sappiamo poco, non capiamo quasi nulla. Poi tutto finisce. La coscienza della debolezza costitutiva del nostro essere ci obbliga ad interrogarci senza pretendere di poter spiegare tutto.

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