Le nostre proposte

di
Ferruccio De Bortoli

Il diario, anche autocritico, dell’ex direttore del Corriere della Sera e del Sole 24 Ore.
Oltre quarant’anni di storia del nostro paese e del mondo vissuti da uno speciale punto di osservazione.
Scena e retroscena del potere in Italia, dalla finanza alla politica e alle imprese, dai media alla magistratura, con i ritratti dei protagonisti, il ricordo di tanti colleghi, episodi inediti, fatti e misfatti, incontri, segreti, battaglie condotte sempre a testa alta e sempre in prima persona: per la prima volta Ferruccio de Bortoli, un punto di riferimento assoluto nel giornalismo internazionale, racconta e si racconta. Con molte sorprese.

Dono alla biblioteca dell'Associazione Culturale "La Maria del porto" in occasione della XVI edizione de "I Dialoghi di Trani" intitolata "Bellezza"

di
Luca De Biase, Telmo Pievani

Cambiamento climatico. Instabilità finanziaria. Migrazioni. Diseguaglianze. Accelerazione digitale e lentezza politica. Le grandi trasformazioni di oggi irrompono nel dibattito di ogni giorno con le loro imprevedibilità e il loro fascino. Ma perché è tanto importante discutere del futuro? Cosa possiamo fare dinanzi a sfide mai affrontate prima da Homo sapiens? Come saremo non offre previsioni ma un metodo per guardare avanti consapevolmente, con la sola certezza che possiamo coltivare: il futuro sta tutto nelle potenzialità delle nostre azioni. La sintesi inedita delle voci di De Biase e Pievani indaga le tendenze dell’evoluzione tecnologica e le sue narrazioni mediatiche, e converge su una domanda: abbiamo la possibilità di influire sulla sua direzione? Chiude il volume una serie di testimonianze (economisti, esperti di comunicazione, ingegneri-hacker, architetti e filosofi del linguaggio) su cosa significa oggi creare e diffondere una cultura dell’innovazione.

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di
Marino Niola, Elisabetta Moro

Convivialità, stagionalità, sostenibilità. Sono i segreti della dieta mediterranea.
Uno stile di vita che ha conquistato il mondo. Scoperta negli anni Cinquanta tra Napoli e il Cilento da due scienziati americani. Fondata sugli alimenti-simbolo della triade mediterranea - cereali, olio e vino - questa dieta che non è una dieta combina felicemente eredità del mondo classico e tradizioni locali. Scopriamola nei suoi luoghi sacri: dalla Campania, con Amalfi e le acciughe di Cetara, o con Pozzuoli, regno dei frutti di mare, alla Puglia, con le orecchiette di grano arso di Tricase e con la pasta di mandorle di Lecce, dalla Lucania, con il suo pane antico, alla Sicilia, con i tonni di Favignana, le panelle di Palermo e gli arancini di Catania - oltre che in quegli autentici empori di tipicità che sono Napoli, Genova, Venezia.

 

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di
Cristina Battocletti

Quando Bobi andava al caffè Garibaldi, spesso si sedeva vicino a Saba, entrando nella cerchia dei suoi lettori d'elezione con i quali egli testava i versi composti e cui poi dedicò il Canzoniere del 1921: gli amici dei "beati caffeucci" (...) Bobi cominciò presto a frequentare assiduamente casa Saba in via Crispi, con scopi non proprio letterari, ovvero per corteggiare la figlia del poeta, Linuccia, di otto anni più giovane di lui. Era una ragazzina pallida, magra, con i grandi occhi chiari sgranati e un po' sporgenti, per molti versi simile al padre. Gerti, la immortalò in una delle sue fotografie con lo sguardo sorpreso e mesto, i capelli corvini e ricci come lanugine lasciati liberi a raggiera nonostante lei si ostinasse a lisciarli. Quella ragazzina dal naso lungo e priva di particolare bellezza esercitava però sui suoi coetanei un fascino fatto di imprevedibilità, mistero, capriccio. O di vertigine, dovuta al rapporto ossessivo e malato con il padre.

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di
Serge Latouche
I resti del grande banchetto dello sviluppo sono disseminati dappertutto nel mondo globalizzato. Il bilancio delle vittime è aggiornato a ogni ora. Serge Latouche è stato tra i pochissimi a prevedere un esito del genere quando sembrava che la crescita potesse essere illimitata. Doti di chiaroveggenza? No, piuttosto un modo stringente di analizzare la logica produttivistica e le sue conseguenze nefaste: non storture occasionali o incidenti di percorso, come viene predicato dagli esperti a malpartito, ma esiti necessari di un’economia di catastrofe che ormai ci presenta il conto. Dono alla biblioteca dell'Associazione Culturale "La Maria del porto" in occasione della XVI edizione de "I Dialoghi di Trani" intitolata "Bellezza"

di
Francesca Borri

Tutti conosciamo qualcuno che è stato alle Maldive. Ma quanti di noi sanno che si tratta di un paese musulmano? E che sono il paese con il piú alto numero pro capite di foreign fighters? Alle Maldive tutti conoscono qualcuno che è stato in Siria. Nonostante la pretesa universalità del «califfato», i jihadisti sono molto influenzati dai contesti nazionali. Nella scelta di arruolarsi l'emarginazione economica e sociale spesso ha un ruolo piú decisivo della religione. Icona del turismo di lusso, sinonimo di paradiso, le Maldive sono in realtà tra le isole piú inospitali del pianeta. La popolazione è concentrata nella capitale, Male, una delle città piú sovraffollate al mondo, preda di povertà, criminalità, eroina. Dal turismo arrivano miliardi di dollari, che finiscono a una manciata di imprenditori vicini al governo, che non tollera alcun dissenso. In questo reportage non parlano solo i jihadisti. Parlano i loro fratelli, i loro amici. Che anche se non condividono le loro ragioni, non li contrastano, perché non si sentono parte del mondo contro cui combattono. I jihadisti, alle Maldive, non sono degli squilibrati. Sono i nostri autisti e camerieri.

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di
Paolo Zellini

I numeri sono un’invenzione della mente o una scoperta con cui la mente accerta l’esistenza di qualcosa che è nel mondo? Domanda a cui da secoli i matematici hanno cercato di rispondere e che si può anche formulare così: che specie di realtà va attribuita ai numeri? Con la sua magistrale perspicuità, Zellini affronta questi temi, che non riguardano solo i matematici ma ogni essere pensante. Collegata alla prima, si incontrerà un’altra domanda capitale: come può avvenire che qualcosa, pur crescendo in dimensione (e nulla cresce come i numeri), rimanga uguale? Domanda affine a quella sull’identità delle cose soggette a metamorfosi. Ed equiparabile a quelle che si pongono i fisici sulla costituzione della materia. Dono alla biblioteca dell'Associazione Culturale "La Maria del porto" in occasione della XVI edizione de "I Dialoghi di Trani" intitolata "Bellezza"

di
Roberto Vecchioni

È inutile chiedersi cosa sia la felicità, o come fare a raggiungerla. Lo scrive un padre ai propri figli nella lettera che apre questo libro: la felicità, spiega, non è una questione d'istanti, ma una presenza costante, che corre parallela a noi. Il problema è saperla intravedere, imparando a non farci abbagliare. Il padre è Roberto Vecchioni. Sono per i suoi figli - Francesca, Carolina, Arrigo e Edoardo - i racconti che compongono il volume. Dalle bizzarrie vissute insieme a loro, a episodi comici e drammatici della sua carriera di insegnante; dagli amori perduti o ritrovati fino a un ritratto vivo e passionale di suo padre Aldo, Vecchioni attinge alla propria biografia per costruire un vero e proprio manuale su come imbrigliare la felicità, senza farla scivolare via finché non diventa soltanto un ricordo. Ma ci sono anche le canzoni, scritte in un arco di quasi quarant'anni. Ci sono squarci letterari: un racconto dalle Mille e una notte, la storia di Paolo e Francesca, il mito di Orfeo ed Euridice, un frammento di Saffo. Cè l'amata Casa sul lago, testimone di tanti momenti, alcuni dei quali difficili e persino spaventosi. Roberto Vecchioni ci conduce in un viaggio personale lungo quello che chiama «il tempo verticale», uno spazio che tiene uniti tra loro passato, presente e futuro, dove nulla si perde. D'altronde «la felicità non è un angolo acuto della vita o un logaritmo incalcolabile o la quadratura del cerchio: la felicità è la geometria stessa».

di
Karin Sturm
"La carriera di Sebastian Vettel è impressionante. Era ancora un ragazzino quando è entrato nella famiglia Red Bull, e da lì è cresciuto fino a diventare una personalità di primissimo piano. E riuscito a portare sempre più in alto il livello delle sue prestazioni, senza mai abbandonare lo stile che gli è proprio, semplice e naturale, senza ostentazioni. [...] Sarà molto interessante osservare come Vettel riuscirà ad ambientarsi dopo il trasferimento alla Ferrari. Finora è sempre cresciuto con intelligenza, talento e una buona dose di sano equilibrio, e al momento giusto ha sempre saputo inventarsi qualche magia. Che in questo momento, da "adulto" e pluripremiato campione del mondo, si trovi a uscire dall'ambiente che gli è familiare per affrontare una nuova, grandissima sfida, lo trovo personalmente fantastico!" (Christian Danner ex pilota di Formula Uno) Prefazione di Giorgio Teruzzi.

di
Melania G. Mazzucco

Brigitte arriva alla stazione Termini un giorno di fine gennaio. Addosso ha dei vestiti leggeri, ha freddo, fame, non sa nemmeno bene in che Paese si trova. È fuggita precipitosamente dal Congo, scaricata poi come un pacco ingombrante. La stazione di Roma diventa il suo dormitorio, la spazzatura la sua cena. Eppure era un'infermiera, madre di quattro figli che ora non sa nemmeno se sono ancora vivi. Quando è ormai totalmente alla deriva l'avvicina un uomo, le rivolge la parola, le scarabocchia sul tovagliolo un indirizzo: è quello del Centro Astalli, lí troverà un pasto, calore umano e tutto l'aiuto che le serve. Di fatto è un nuovo inizio, ma è anche l'inizio di una nuova odissea. Io sono con te è un libro raro e necessario per molte ragioni: è la storia di un incontro e di un riconoscimento, di un calvario e una rinascita, la descrizione di un'Italia insieme inospitale e accoglientissima, politicamente inadeguata e piena di realtà e persone miracolose. Melania Mazzucco si è messa in gioco a ogni pagina come essere umano e come scrittrice, scegliendo una forma flessibile e nuova, esatta, personale, carica di un'emozione trattenuta e dirompente. Se in Vita aveva narrato l'epopea dell'emigrazione italiana, ora ribalta la prospettiva: guardando negli occhi questi uomini e queste donne, specchiandoci nelle loro storie, non potremo non riconoscere l'energia disperata che ci accomuna tutti, quando la vita ci ha travolti e tentiamo di rimetterci in piedi.